BICI DAY

Roma

MOBILITA’, ECOLOGIA E SOSTENIBILITA’: IN UNA PAROLA “BICICLETTA”

L’invenzione del mezzo di trasporto più efficiente di tutti i tempi. L’idea nasce grazie ad una riflessione stimolata dalla celebrazione istituzionale della Giornata Nazionale della Bicicletta. La necessità di indicare un giorno per promuovere una pratica di mobilità tanto quanto un mezzo “storicamente” caro a molti, assume un valore non solo celebrativo, ma anche di promozione, sensibilizzazione, incentivazione.  L’esigenza di un’espressione artistica che divenisse istanza narrante del valore del mezzo ha stimolato la ricerca della natura ancestrale della bicicletta, degli elementi che l’hanno generata, come di quelli che ne costituiranno l’essenza nel futuro. Lo sguardo che ci porta alla riscoperta di questo mezzo è quello offuscato di chi, per riuscire a vedere i colori della natura, deve prima vincere il velo opaco e opacizzante dell’inquinamento che ci circonda. Ed è proprio la brillantezza di un sottile e “affilato” segno verde, essenziale, veloce che ho ritenuto potesse squarciare la patina grigia di molte nostre quotidianità urbane. La bicicletta, nella sua manifestazione finale più contemporanea, narra di un mondo in cui gli elementi dialogano e si incontrano in essa. Un dialogo che prende corpo sia nella forma, dove i raggi si confondono con le venature linfatiche delle foglie d’acqua, con la perfezione geometrica delle ragnatele, con la leggerezza verde di un’amantide, sia nella funzione, dove la bicicletta continua ad essere l’unico strumento per il movimento dell’uomo nello spazio grazie al quale è possibile conservare una relazione osmotica fra l’essere umano che si muove su di un mezzo  veloce e la natura. La mia opera esprime così non solo un’evoluzione della materia, della forma e della funzione, ma anche un parallelismo tra la bicicletta e una “scrittura della natura”. In quest’ottica la bicicletta diventa forse l’unico mezzo di locomozione compatibile con le dimensioni spaziali e temporali naturalmente umane. L’Uomo e l’ambiente,  che si muovono l’uno rispetto all’altro, nel preservazione dei tempi della percezione fisiologica, e nel recupero di un’ermeneutica dell’ambiente circostante declinata più verso i sensi che verso la mediazione delle sovrastrutture identitarie e culturali di ciascuno. Pedalo e ascolto i rumori della natura, sento la pressione dell’aria sulla pelle, percepisco la distanza sulla mia fatica, sento l’odore del mondo circostante. Probabilmente, se l’odore che sento sarà quello dello smog e il suono quello del traffico, crescerà la mia intolleranza verso un mondo non umano e sarò più incisiva nelle mie azioni per un mondo più sostenibile. La bici è dunque Maestra. L’installazione parte dalle caratteristiche evolutive della bicicletta, quindi dall’utilità della prima ruota forgiata dall’uomo, sino all’applicazione tecnologica dei nostri giorni. 

L’opera è dunque la narrazione di una mutazione materica dall’essenza costante, la storia visiva di un passato straordinariamente proiettato  nel futuro.

 

Il Progetto

Descrizione immagine

La Costruzione

La Presentazione